“Studio tanto e mi impegno, ma prendo sempre voti bassi e insufficienze… perché?”. “Per i miei compagni sembra così facile prendere bei voti, perché io devo fare così tanta fatica?”. “Mi sento diverso: mi dicono che sono privilegiato perché a scuola ho facilitazioni” “Cosa ho che non va? Perché ho bisogno di aiuti?” Queste sono alcune delle tante domande che mi pongono gli alunni con cui lavoro e a cui è stato diagnosticato un Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA).

Per interagire in modo efficace con questi studenti, occorre, in primo luogo, che gli educatori si chiedano cosa rappresentano per loro i disturbi dell’apprendimento. Come vivono con questi disturbi? Come si sentono nei confronti di se stessi? Come si vedono rispetto agli altri? A volte sono proprio gli insegnanti i primi a credere che “non si impegnino troppo”. Anche i compagni li vivono come dei “privilegiati”. Spesso, purtroppo, chi sta attorno a loro ha poca o scarsa consapevolezza di queste problematiche e delle relative conseguenze. Invece i loro vissuti possono essere causa di dispersione e di abbandono scolastici. Gli studenti con DSA infatti si sentono diversi dai compagni, hanno un basso livello di autostima ed un elevato senso di incapacità. Spesso provano un senso di impotenza di fronte alle richieste scolastiche e faticano notevolmente per stare al passo con la didattica. Perciò preferiscono lasciare la scuola.

Gli studenti con DSA necessitano invece di strumenti compensativi e misure dispensative. Ma li vivono in modo confuso e contradditorio: benché siano un aiuto nello svolgimento delle attività scolastiche vengono percepiti come un vantaggio o una facilitazione rispetto ai compagni. Al contrario, non si tratta di una facilitazione perché non rendono meno oneroso lo studio, né sono una vantaggio per porre lo studente in una posizione privilegiata rispetto i compagni. Sono invece strumenti utili e necessari per compensare le difficoltà di apprendimento e di valorizzare le abilità e il potenziale dell’alunno con DSA. Nello specifico gli strumenti compensativi, ad esempio video scrittura, tabelle, calcolatrice, sono supporti didattici e tecnologici che agevolano l’alunno da una prestazione resa particolarmente difficoltosa dal disturbo senza facilitare il compito dal punto di vista cognitivo. Le misure dispensative, ad esempio interrogazioni programmate, tempi più lunghi durante verifiche, uso del vocabolario, sono interventi che consentono di non svolgere quelle prestazioni rese difficoltose dal DSA e limitanti nell’apprendimento. Possiamo ora accogliere la domanda “Ho bisogno di aiuti a scuola… cosa ho che non va?” e rispondere con consapevolezza…. Lascio a voi le parole!

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