Noi vediamo il benessere degli altri come elemento fondamentale di felicità diffusa. Dove la cura diventa la prospettiva che dà il senso al nostro agire sul piano sociale e individuale.

Nella vita di un’associazione arriva sempre il momento in cui, di fronte alle scelte e alla necessità di definire con chiarezza il proprio futuro, emergono la domande: che fare? Come proseguire senza perdere il senso del proprio agire? Come ridefinire i confini di un’identità per affrontare nuove sfide, senza perdere la direzione e la memoria di ciò che ci ha portato fino a quel punto? Questa è il percorso di trasformazione che sta affrontando Proxxima proprio in questi mesi. Dopo il Congresso dello scorso autunno è diventato chiaro che l’orizzonte da tenere come punto di riferimento è quello della formazione. Un campo di attività non certo assente nell’operato di questi anni, all’interno delle scuole, con gli insegnanti, i bambini e le famiglie. Ma, oggi e soprattutto domani, la necessità è quella di aprirsi al mondo, di dare a questa scelta una connotazione sempre più chiara, efficace, professionale. Tutto il mondo del Terzo settore sta cambiando e Proxxima vuole essere protagonista. A fianco di chi ci ha sostenuto fino ad oggi, Fondazioni, Istituzioni e scuole in primis ma anche per parlare a tutti coloro che consideriamo i nostri futuri interlocutori. Tutti quelli a cui desideriamo offrire quel patrimonio di esperienza e conoscenza che sono il cuore del nostro lavoro. Da qui la scelta di individuare alcune parole d’ordine che possano essere dei paletti, dei riferimenti, degli indicatori di un percorso verso la definizione di chi saremo, partendo da ciò che siamo. Tre termini sono emersi, in modo urgente, in questa ricerca: inclusione, integrazione e dialogo. Tre parole importanti che definiscono in modo evidente e irreversibile l’idea di società che abbiamo e i contesti che vogliamo favorire con la nostra presenza. Il bisogno dell’altro è fondamentale, nel nostro immaginario, per costruire ponti ma, soprattutto, per completare, dare fondamento alle ragioni del nostro agire. Noi vediamo il benessere degli altri come fondativo in sé di un’idea di felicità diffusa. Le persone con cui desideriamo operare hanno valore in quanto tali e il loro benessere rientra nei nostri stessi fini, come condizione necessaria alla nostro stesso benessere. Da questo punto imprescindibile partiamo e partiremo per la realizzazione dei nostri progetti e dei nostri interventi. Siamo essi rivolti al sociale o alle singole persone. Ma questa visione globale richiede un ulteriore passo avanti. Addirittura un superamento di questi stessi termini. Se, infatti, l’integrazione implica un reciproco riconoscimento, un intrecciarsi, in un certo senso richiede anche una rinuncia, un lasciar andare una parte della propria identità per la costruzione di un terreno comune. Noi, però, queste identità non vogliamo metterle da parte ma porle sul tavolo come risorse a disposizione di tutti, nel rispetto di ciascuna. L’inclusione, allo stesso modo, rischia di far svanire all’interno del contesto che include, ogni proficua differenza. Il dialogo, infine, se non strutturato su codici condivisi rischia di essere inefficace e insufficiente a creare a valore. Dunque, quale piano scegliere su cui fondare la nostra prospettiva? Di nuovo è la cura a venirci in aiuto. Un’azione improntata sulla cura vuol dire includere in essa ciascuno di questi aspetti e le relative qualità dell’agire consapevole, senza disperderne nessuna. Vuol dire porre queste tre parole all’interno di un cerchio infinito, senza confini, capace allo stesso tempo di contenerle e di espanderle in modo creativo, generoso e fruttuoso. Vuol dire puntare a quel benessere integrale della persona e dell’individuo, all’eudaimonia degli antichi greci, che è unica garanzia dell’efficacia di un’azione. In questo percorso di costruzione della nuova identità di Proxxima la cura giocherà un ruolo centrale e darà quindi il “sapore” alle nostre azioni e la chiarezza necessaria per realizzare l’obiettivo che ci siamo posti: gettare le basi perché fioriscano i cittadini del futuro.

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