Viaggio
nella Grammatica Fantastica
Linea 8
del Progetto Diderot della Fondazione CRT

Viaggio
nella Grammatica Fantastica
Linea 8
del Progetto Diderot della Fondazione CRT

Linea progettuale n°8, VIAGGIO NELLA GRAMMATICA FANTASTICA

La finalità della linea 8, che si rivolge quest’anno a 6000 alunni del Piemonte e della Valle d’Aosta, è quella di favorire l’apprendimento della grammatica e dell’ortografia per scoperta, attraverso il ricorso a una didattica viva e stimolante che trasforma le regole linguistiche in occasioni di esplorazione attiva e condivisa.

La riflessione linguistica verrà stimolata attraverso un approccio artistico-immaginativo, la narrazione e il teatro, così da coinvolgere anche la sfera emotiva-affettiva di bambini, ragazzi e adulti (nel caso dei CPIA), fondamentale per stimolare i processi di apprendimento e per il consolidamento delle competenze linguistiche.

Progetto Diderot

Anche per l’anno scolastico 2026-2027 torna il Progetto Diderot, aumentando i numeri sia nell’offerta che nelle tipologie di scuole coinvolte.

Sale a 30 il numero di linee didattiche pensate per approfondire le materie tradizionali –  come matematica, grammatica, inglese, arte ed educazione civica – con metodologie innovative, ma anche di avvicinarsi a discipline che esulano dallo stretto ambito curriculare: dalle cyber skills alla prevenzione della violenza di genere, dagli stili di vita sani all’attenzione per l’ambiente.

Anche quest’anno, il Progetto Diderot si rivolge agli studenti degli Istituti di istruzione primaria e secondaria di I e II grado del Piemonte e della Valle d’Aosta, ed alle Scuole di Infanzia e ai CPIA – Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti, i quali possono iscriversi a tutte le linee dedicate alle scuole secondarie.

L’obiettivo del Progetto Diderot – che negli anni ha formato oltre 1.850.000 studenti – è duplice: potenziare la didattica di base avvicinando gli studenti in modo creativo e stimolante a discipline non sempre inserite nei programmi curricolari e approfondire le materie tradizionali con metodologie innovative, diffondendo i valori fondanti la società civile.

La partecipazione è gratuita per tutte le scuole, escluso il costo di eventuali trasporti. Possono partecipare al Progetto Diderot le Scuole di Infanzia e gli Istituti di istruzione primaria e secondaria di I e II grado del Piemonte e della Valle d’Aosta, sia pubblici sia privati, purché paritari e facenti capo ad organizzazioni non profit e non costituite in forma societaria.

Come negli anni passati si terrà un road show di presentazione in tutte le Province del Piemonte ed in Valle d’Aosta. La prima si terrà a Torino il giorno 18 settembre 2026.

Il Road Show

Il Road Show del Progetto Diderot della Fondazione CRT torna in Piemonte e Valle D’Aosta!
La nostra linea, 𝗩𝗶𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗚𝗿𝗮𝗺𝗺𝗮𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗙𝗮𝗻𝘁𝗮𝘀𝘁𝗶𝗰𝗮, dedicata alle classi II, III, IV e V della scuola primaria e ai CPIA è la numero 8. Un laboratorio che usa il corpo, l’arte ed il teatro per accompagnare bambini e bambine nella riflessione linguistica, tra grammatica e immaginazione.

Le tappe:

  • venerdì 18 settembre ore 11.00 – Torino, Fondazione CRT c/o Unicredit University, Via XX Settembre 29
  • lunedì 21 settembre ore 11.00 – Novara, IIS “Fauser”, Via Ricci 14
  • martedì 22 settembre ore 11.00 – Asti, IIS “Alfieri”, Corso Alfieri 367
  • mercoledì 23 settembre ore 11.00 – Casale Monferrato, IIS “Sobrero”, Via Candiani d’Olivola 19
  • mercoledì 23 settembre ore 14.30 – Alessandria, Università del Piemonte Orientale, DIGSPES, Aula 109, Palazzo Borsalino, Via Cavour 84
  • giovedì 24 settembre ore 11.00 – Aosta, Università della Valle d’Aosta, Aula B4
  • venerdì 25 settembre ore 11.00 – Cuneo, Sala San Giovanni, Via Roma 4
  • lunedì 28 settembre ore 11.00 – Vercelli, Sala della Cripta di Sant’Andrea, Via Galileo Ferraris 116
  • martedì 29 settembre ore 11.00 – Biella, Sala Seminari, Città Studi, Corso Giuseppe Pella 2b
  • mercoledì 30 settembre ore 11.00 – Verbania, IIS “Cobianchi”, Piazza Martiri di Trarego 8

Durante ciascun appuntamento sarà consegnato ai partecipanti un codice OTP, che consentirà di accedere prioritariamente al portale delle iscrizioni in occasione del Click Day.

Il CLICK DAY si terrà il 15 ottobre 2026, a partire dalle ore 14.00 e per le successive 24 ore.

Dal 16 ottobre 2026, alle ore 14.00, il portale sarà accessibile anche ai docenti privi di codice OTP, limitatamente alle eventuali disponibilità residue.

Segnatevi la data ✏️

Esperienza

Verso un’alfabetizzazione emotiva: l’esperienza di Lewa nel Regno del Linguaggio

Lewa (nome di fantasia) è una bambina africana di 7 anni e mezzo, dall’aspetto curato, che comprende e parla la lingua italiana. Quando a lei e ai suoi compagni viene chiesto di cercare, all’interno della parola Regno, un nome formato da due sole lettere, una sillaba, che brilla, luccica, sono pochi i bambini che ‘vedono’ affiorare la parola RE.

Un suo compagno nel Regno ri-trova le iniziali del nome dell’amico Reda, seduto accanto a lui, qualcun altro un regalo o una regina. Ora è il turno di Lewa che, timidamente, mi viene a sussurrare in un orecchio la sua parola: SOLA.

Le chiedo di scriverla alla lavagna, per essere sicura di aver compreso bene.
“SOLA” campeggia al centro delle parole trovate, con una gravità che richiede un approfondimento.

“Chi si sente sola?”- le domando

“Io”- mi risponde con l’aria seria.

Chiedo ai bambini riuniti in cerchio chi desidera sedersi accanto a lei e Alice si sbraccia dal lato opposto dell’aula, dicendomi che è sua amica.

Le faccio sedere vicine e durante tutte le attività mi assicuro che possano lavorare insieme.

Alice è una bambina italiana dal carattere allegro e il suo entusiasmo, un po’ alla volta, quasi per osmosi, si riflette su Lewa che accenna un sorriso.

Nella seconda parte del laboratorio propongo ai bambini, prima di raccontare la storia di Mago Inverno di trovare tante parole che contengano i suoni MB e MP, protagonisti della drammatizzazione.

Parole come campana, bambola, pompiere, lampada, si accostano improvvisamente alla parola ‘imbranato’ di cui nessuno conosce il significato… Non sapendo se questo nome è stato utilizzato nei confronti di colui che l’ha suggerito mi limito a riportarlo alla lavagna.

Lewa rimane silenziosa e in ascolto per tutta l’attività. Solo alla fine alza la mano e in un soffio di voce pronuncia una parola misteriosa: “MBAYO3” che poi riporta con cura alla lavagna.

L’ MB iniziale chiarisce subito che Lewa ha compreso bene il gioco, a differenza di qualche compagno italiano ancora convinto che Comignolo e Babbo Natale facciano parte della stessa famiglia.  Trascrivo anche queste due parole alla lavagna, in stampatello maiuscolo, in modo che dall’immagine-parola i bambini possano vedere che cosa manca e autocorreggersi.

Riprendo quindi la parola ‘magica ‘MBAYO’ e chiedo a Lewa se sa cosa vuol dire in italiano.

E’ a quel punto che interviene la maestra di classe per comunicarmi che è il cognome della bambina.

Mi abbasso alla sua altezza. per guardarla bene negli occhi e poi le dico:

‘Lewa Mbayo tu appartieni davvero al Regno del Linguaggio!’

E, per suggellare questa appartenenza, una volta raccontata la storia, le dono un simbolo potente da parte di Mago Inverno: una  delle sue piume-fiocchi di neve!

Quale ritmo di apprendimento, in classe, risponde meglio alle richieste profonde dei bambini1?

Una scuola che corre e si muove in modo rettilineo, da A a B e da B a C, per intenderci, chi e cosa si porta dietro?

Una scuola che ‘accelera’ è davvero in grado di porre ascolto ai bisogni e alle aspirazioni profonde di bambini e bambine e di ragazzini e ragazzine?

 

Facciamo queste domande in quanto capita ed è capitato, all’interno dei laboratori che ProXXIma tiene nelle scuole primarie, proprio come raccontato nell’esperienza riportata all’interno di questo testo e sebbene decisamente meno sovente rispetto alle espressioni gioiose ed entusiaste che emergono di solito dagli alunni, che qualche bambino porti all’attenzione dell’adulto una parola, grave e complessa, come sola, imbranato, ignorato e incapace.

Parole che rivelano emozioni presenti nel “terreno-classe” e che per le più svariate ragioni non sono ancora  affiorate o, se hanno provato ad affacciarsi, sono state lasciate cadere e dimenticate.

Eppure a volte basta davvero poco, uno sguardo diverso (lo sguardo è la prima grande forma di ascolto) da parte di uno degli insegnanti di classe per permettere ad emozioni e sentimenti di far capolino e trovare una via di espressione. Altre volte, invece, capita che il terreno riceva il giusto irraggiamento o sia irrorato dall’arrivo di un esperto esterno che, attraverso attività curricolari portate con un approccio diverso, magari più immaginativo e artistico, crea un cerchio magico, uno spazio protetto,  in cui i bambini si sentono liberi di esprimersi con autenticità.

 

Se curare il terreno-classe, e quindi le emozioni che si muovono al suo interno, è essenziale per l’apprendimento, come  ci ricordano anche le neuroscienze,  cosa potremmo fare come adulti per porre una maggiore attenzione al terreno/contesto in cui operiamo o andiamo ad operare? 

In primis: non avere fretta.

Darsi il tempo di conoscere il terreno per scegliere poi come procedere.2

Darsi il tempo significa anche un’altra cosa: riprendere e ampliare quanto spontaneamente affiora dai bambini, non solo a livello di emozioni, ma anche di saperi.  E contemporaneamente offrire loro e offrirsi spazi di riflessione per pensare/ripensare cosa è davvero importante perseguire.

Porre attenzione all’aspetto linguistico e a come “portarlo” in classe diventa determinante e non solo perché comprendere un testo facilita l’apprendimento di qualsiasi disciplina, ma proprio perché con il logos veicoliamo pensieri ed emozioni. E a sei, sette, otto anni porre le basi di un apprendimento linguistico efficace è decisamente importante. Sempre, però, con la consapevolezza che, come scriveva la Montessori:- Non esiste un metodo, esiste la ..vita!

La Fondazione CRT

Da oltre trent’anni motore di crescita e innovazione per il territorio Nata nel 1991, la Fondazione CRT è la terza Fondazione di origine bancaria italiana per entità del patrimonio. Ha erogato complessivamente più di 2 miliardi di euro per oltre 41.000 progetti per l’arte, la ricerca, la formazione, il welfare, l’ambiente, l’innovazione nel Nord Ovest in una dimensione nazionale e internazionale. La Fondazione sperimenta anche interventi nella logica della venture philanthropy e dell’impact investing, per un impatto sociale e ambientale. Uno dei principali esempi a livello europeo è l’operazione di rigenerazione urbana delle OGR Torino, le ex Officine Grandi Riparazioni dei treni, riqualificate dalla Fondazione CRT e riconvertite, con un investimento di oltre 100 milioni di euro, in un innovativo centro internazionale per l’arte e la cultura, la ricerca scientifica, tecnologica e industriale, il food. La Fondazione CRT è inoltre attiva nelle principali reti internazionali della filantropia come EVPA (European Venture Philanthropy Association) e Philea (Philanthropy Europe Association), che raggruppa oltre 10mila fondazioni ed enti filantropici europei e statunitensi. Collabora inoltre con le Nazioni Unite e altre organizzazioni su scala globale, tra cui Rockefeller Philanthropy Advisors, per rafforzare l’integrazione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile nei propri interventi. www.fondazionecrt.it

Dicono di noi

Sottolineo la professionalità dell’animatrice e la sua capacità di coinvolgere i ragazzi nelle attività proposte.

Maestra Tiziana Cout

Primaria di Donnas, Aosta

Molto interessante il connubio musicale/esperienziale per l’approccio al linguaggio

Maestra Chiara Ferrari

Grugliasco, Torino

L’attività è stata molto inclusiva e coinvolgente e mi ha permesso di scoprire alcuni miei alunni

Prof.ssa Sara Teagno

Scuola Secondaria di Primo Grado, Pont Saint Martin, Aosta

Tutto molto soft, delicato, prezioso.

Maestre Murru e Butticè

Scuola primaria D'Azeglio, Torino

Ho trovato meravigliosa e suggestiva l’atmosfera creata con voce, strumenti e fiaba e commovente la riflessione sui ‘Regni’ delle Lingue e sulla loro importanza

Maestre Giordano e Bianco

Plesso di Roccavione, Cuneo

È stata la ‘magia delle parole’. La divulgatrice  ha  utilizzato il linguaggio delle parole e del corpo per dialogare, inventare ascoltare, raccontare e  sviluppare insieme ai bambini una serie di stimoli legati all’ascolto e al parlato, alla riflessione linguistica e alla gioia di esprimere e comunicare, con spontaneità, le proprie emozioni.

Maestra Anna Maria Vassia

Primaria Collodi, Rondissone, Torino

1Il termine richiesta è qui utilizzato nella sua accezione di “aspirazione profonda”

2Se il terreno è particolarmente secco, ovvero se il pensiero immaginativo dei bambini è già stato messo sotto attacco da  un uso smodato della tecnologia potrebbe essere utile introdurre attività artistiche e di movimento, per scaldarlo e renderlo fluido. Se è particolarmente umido, in seguito a traumi o piccole  paure e tristezze presenti nel campo, un irraggiamento accurato con fiabe e racconti ad hoc selezionati in base all’età dei bambini, potrebbe irrobustire lo stesso e  prepararlo alla semina.

3L’ultima lettera di questa parola è stata modificata per evitare il riconoscimento della bambina di cui si parla nell’articolo.